Intra Tevero et Arno

“… nel crudo sasso intra Tevero e Arno da Cristo prese l’ultimo sigillo, che le sue membra due anni portarno.”

Dante Alighieri – Paradiso Canto XI – 100-108

La marcia a staffetta Intra Tevero et Arno si svolge in maggio tra l’alta valle dell’Arno e l’alta valle del Tevere attraverso la dorsale appenninica su cui si profila il “crudo sasso” ove sorge il Santuario della Verna, caro al Patrono d’Italia: San Francesco.

Si tratta di una marcia che, veterani di ogni età, effettuano senza ambizioni di primato ma soltanto con l’impegno e con i ricordi che alimentano l’ideale sportivo.
Dopo la Benedizione presso il Duomo di Arezzo, partenza da Rassina e a seguire Chitignano, Chiusi della Verna, Caprese Michelangelo, Pieve S.Stefano.

Le quaranta frazioni di un chilometro ciascuna vengono percorse da qualificati veterani dello sport, alternati con venti giovani promesse, costituendo così, tra Arno e Tevere, un vivo legame umano tessuto di spontanea affettuosità.

Si ripete, in questo modo la simpatica consegna di un messaggio di fede nello sport, da un campione del passato ad un rappresentante della generazione di oggi.

Ad ogni cambio di frazione passa dall’uno all’altro, a guisa di testimone, una borraccia contenente l’acqua dell’Arno cui si uniscono, all’inizio dell’ultima frazione, le borracce portate dagli atleti veterani delle sezioni intervenute, contenenti l’acqua di altri fiumi italiani, fra i più importanti, come quella sacra, sempre presente, del Piave: la più cara al cuore degli italiani.

A Pieve S.Stefano le acque delle borracce vengono contemporaneamente versate nel Tevere affinchè scorrano, unite, verso Roma.

Il loro congiungersi vuole simboleggiare, in una squadra di amicizia spirituale di tutti gli atleti, giovani e veterani, stretti in una delle più pure correnti della vita: quella dell’ideale sportivo.

Sulla base di questi intenti è riposta la nostra speranza: che il cammino sulle varie strade dello sport, sia ovunque amorevolmente percorso dalle giovani leve nel clima della più leale partecipazione e, al tempo stesso, nell’atmosfera della più schietta fraternità.

Noi veterani ci sentiremo, in quel momento, veramente uniti ai giovani ai quali, sportivamente e affettuosamente, avremo teso la mano, illuminata dal nostro simbolo “Lampada Tradens”.

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